Perché i watersports piacciono a tutti? I 6 fattori chiave

Sempre più persone nel mondo praticano almeno un watersport, può essere il vecchio surf o l’intramontabile windsurf, oppure l’adrenalinico kiteboard oppure lo Stand Paddle o ancora il nuovissimo Wingfoil. Ma perché i watersports piacciono tanto? Proviamo a raccontarvi le ragioni di questo successo.

Sono poche le discipline sportive che possono vantare il successo e la popolarità crescente che stanno conoscendo negli ultimi anni i cosiddetti watersports. Parliamo del surf naturalmente, il più antico e il padre di tutti gli sport acquatici, ma anche di tutte quelle attività che ne sono derivate: il windsurf, il kiteboarding, lo Stand Up Paddle, fino all’ultimo nato il Windfoil, che ha subito conquistato il pubblico e conta già migliaia di praticanti in tutto il mondo. Per non parlare della vera rivoluzione degli hydrofoil, ossia quelle speciali appendici alari che posizionate sotto alla tavola le permettono di sollevarsi a pelo d’acqua e ridurre l’attrito, un componente ad alta tecnologia che ha dato nuova energia a ognuna di queste discipline, aumentando il range di condizioni per uscire e allargando ancora di più il target.

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Ma perché i watersports piacciono tanto? C’è stato un tempo in cui surfisti, windsurfisti, paddler e kiters erano considerati come dei marziani che praticavano attività fuori dal comune, molto tecniche e per certi versi estreme. Parte del loro fascino inizialmente era proprio dovuto a questa sorta di aurea misteriosa ed esclusiva. Poi negli anni qualcosa è cambiato e da sport di nicchia, praticati da un pugno di appassionati, i watersports hanno conquistato vaste fette di pubblico, compresi coloro che abitano nelle grandi città o comunque lontano dal mare. Oggi si avvicinano al kitesurf o al Sup persone di tutte le età, gente sportiva, ma anche veri e propri neofiti che non hanno mai praticato fitness in vita loro, tantissime ragazze e naturalmente anche molti bambini. Quali sono i fattori che hanno determinato questo incredibile successo?

Attrezzature più performanti e accessibili a tutti

Il primo elemento che ha determinato la vasta popolarità del surf e dei suoi derivati è sicuramente l’evoluzione dei materiali e delle attrezzature. La costante ricerca tecnologica e lo studio scientifico di cosa succede davvero in acqua quando si utilizza un certo dispositivo, come può essere un longboard, un twintip, un’ala wing o una pagaia, ha portato progettisti e aziende produttrici a sviluppare attrezzature ad alta efficienza, capaci di prestazioni sempre migliori e soprattutto più semplici da utilizzare da chiunque. Questa evoluzione ha comportato anche una maggiore sicurezza per chi pratica questi sport che oggi può contare su componenti più leggeri, più reattivi, più ergonomici e più facili da trasportare. Per non parlare dei prezzi che se da un lato sono cresciuti in vista dei nuovi materiali e della ricerca tecnologica, ormai sono anche livellati dalla produzione di massa. E comunque c’è sempre la possibilità di acquistare attrezzatura usata a costi decisamente inferiori.

Nascita di scuole, corsi e tutorial

Un’altra spinta decisiva verso il successo dei watersports è stata determinata dalla nascita di scuole specializzate in tutto il mondo che offrono corsi estremamente mirati a progredire in fretta e che applicano standard didattici che privilegiano metodi collaudati. In poche ore e con l’aiuto di istruttori qualificati oggi chi si avvicina a queste attività sportive viene messo da subito sui binari giusti per padroneggiare al meglio la tecnica, essere autonomo al più presto ed esercitarsi da solo divertendosi. Non solo, ma in una scuola qualificata si acquista anche una generale consapevolezza di cosa vuol dire uscire in mare o sui laghi, gestire condizioni meteo anche difficili e sapere scegliere con cognizione di causa quando praticare e quando invece restare in spiaggia per motivi di sicurezza. Per chi non può frequentare scuole fisiche, ci sono poi migliaia di guide e tutorial on line, video didattici di tutti i tipi e in tutte le lingue, insomma tanti modi di imparare, anche come autodidatti e a costo zero.

Aumento esponenziale della visibilità

Un altro fattore chiave della popolarità dei watersports sta nella loro sempre crescente visibilità. Queste attività non sono solo sport, ma rappresentano un coacervo di valori che oggi vengono sfruttati in termini pubblicitari sempre più spesso da brand, aziende e produttori di qualunque genere merceologico. Il surf, il kite, il windsurf sono da sempre icone di avventura, benessere e viaggi, insomma valori positivi che è bello e soprattutto efficace abbinare ai propri prodotti. Le immagini di una ragazza che cavalca un’onda o di un bambino che plana a tutta velocità su una tavola hanno una potenza spettacolare che affascina e genera una veloce immedesimazione. Prendete un qualunque giornale o una rivista e ci troverete almeno un’immagine di un watersport. Tutto questo viene poi ampiamente replicato e declinato in milioni di forme anche su internet e sui canali social, un’immensa vetrina che naturalmente aumenta esponenzialmente la visibilità di questi sports.

Contatto con la natura, quella vera

Sicuramente gran parte del successo i watersports lo devono al fatto che si praticano nella natura, in mare soprattutto, ma anche sui laghi, nelle lagune e in qualsiasi specchio d’acqua. Sembra paradossale, ma le persone nonostante la maltrattino, hanno un disperato bisogno di natura, sentire gli elementi come le onde, il vento, la sabbia, ammirarne la bellezza e sentirne il respiro profondo. Quando si pratica il surf o il foil, si è dentro la natura, la si vive a 360 gradi, bisogna conoscerla a fondo, sfidarla anche, ma sempre con rispetto. Tante persone che magari vivono nelle grandi metropoli, strizzate nel traffico o nei loro mini appartamenti in periferia, non vedono l’ora di tornare nella natura per rilassarsi, rigenerarsi e ricaricare le pile. I watersports in questo senso sono un mezzo straordinario per recuperare ciò che è profondamente insito nell’uomo, il tutto vissuto con un pizzico di adrenalina e tonnellate di divertimento.

Il concetto di tribù

I praticanti di watersports nel mondo sono diversi milioni e ognuno ha la sua motivazione, la sua formula e un’unica, intima connessione con il proprio sport. Per molti a dirla tutta queste discipline non sono nemmeno uno sport in senso stretto, ma un bisogno vitale, come respirare. Per alcuni è come una malattia, di quelle buone, da cui non si vorrebbe mai guarire. Per quanto diverso può essere l’approccio di ciascuno a queste discipline quello che è certo è che una volta scoperte non si può tornare indietro. Chi prova certe emozioni, difficilmente poi ne può fare a meno. Ecco perché i riders si sentono parte della stessa tribù, con i loro riti, il loro gergo e la loro fede. Insomma, un mondo a parte, difficile da comprendere appieno da chi ne è fuori.

Un grande senso di libertà

Per la maggior parte delle persone iniziare a fare Stand Up Paddle o Wingfoil significa fuggire dalla vita ordinaria e fa scattare la molla del viaggio, stimola la voglia di esplorare paesi e spiagge magari sconosciute. Uscire in mare e cavalcare un’onda si traduce in una lezione di vita, di fiducia in sé stessi, di coraggio ad affrontare l’ignoto, l’avventura, i propri limiti. Tutti i watersports regalano inoltre la ricchezza di avere nuovi amici in cui riconoscersi, con cui condividere la stessa passione e l’amore per il mare. C’è soprattutto un senso di libertà che infondono i waterports che è difficilmente spiegabile, straordinariamente potente e assolutamente irrinunciabile.

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